Consiglio comunale, come si comporrà con la vittoria di Casone

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Dopo aver già ipotizzato, all’indomani del voto del primo turno la composizione, analizziamo la situazione e i possibili scenari ulteriori scaturenti

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Ipotesi vittoria ballottaggio Vincenzo Casone
Il nuovo consiglio comunale

Archiviato l’esito elettorale che ha visto Vincenzo Casone rieletto sindaco di Santeramo passiamo, ora, a vedere come si comporrà il nuovo consiglio comunale.

Il ballottaggio ha, come è noto, visto Casone superare Zeverino Digregorio.

Veniamo ai numeri.

Casone ha conseguito 6.248 voti di preferenza pari al 54,33% dei votanti. Zeverino Digregorio, invece, 5.253 preferenze pari al 45,67%.

A votare, nello scorso weekend, sono stati 12.049 santermani (pari al 50,6%) su 23.834 aventi diritto. Nel 2022, sempre al ballottaggio, aveva votato il 49,4% degli aventi diritto.

Anche in occasione del ballottaggio SanteramoLive.it è stata impegnata nel raccogliere i dati dello spoglio in diretta tra gli scrutatori, presidenti di seggio, operatori dell’ufficio elettorale (che ringraziamo tutti). Non è la prima volta che lo facciamo e, finché avremo forza e testa, continueremo a rimanere – con le vostre migliaia di visite – punto di riferimento attendibile e riconosciuto per la Città.

Dati alla mano, ora, possiamo dire che lo scenario di composizione del consiglio comunale che avevamo prospettato e condiviso non occasione del confronto tra candidati in piazza si è rivelato tale. Ovviamente, lo stesso (elaborato in funzione della vittoria dell’uno o dell’altro candidato sindaco, emergeva da una “fotografia” dell’esito del primo turno e delle preferenze che ciascun candidato consigliere ha raccolto così come di quello che, in funzione del metodo D’Hondt, sarà il peso specifico di ciascuna lista all’interno del consesso comunale.

Partendo dall’esito del primo turno, combinato con l’esito del ballottaggio, lo scenario sarà, in linea di massima, questo (usiamo il condizionale in quanto, con buona probabilità, alcuni degli eletti nelle fila di Casone, potrebbero essere chiamati a ricoprire ruoli assessorili favorendo l’ingresso di altre persone inizialmente non tra gli eletti).

Come confermato dal Ministero dell’Interno mediante la piattaforma Eligendo la composizione del consiglio comunale sarà la seguente.

MAGGIORANZA

  • 4 seggi per i Popolari con Casone (Doriana Giove, Nicola Lanzolla, Debora Gatti, Giuseppe Cappiello)
  • 3 seggi per il Partito Democratico (Gabriele Cecca, Nicola Mastrorocco, Loredana Baldassarre)
  • 2 seggi per Insieme per Santeramo (Giovanni Petrera e Maria Antonietta Tangorra)
  • 1 seggio per Puglia Favorevole (Giuseppe Natuzzi)

MINORANZA

  • Candidato sindaco non eletto Nunzio Zeverino Digregorio
  • 1 seggio per Forza Italia (Michela Nocco)
  • Candidato sindaco non eletto Maria Antonietta Panzarea
  • 1 seggio per Sinistra Riformista per Santeramo (Michele Cardascia)
  • Candidato sindaco non eletto Teresa Patrizia Paradiso
  • 1 seggio per Fratelli d’Italia (Domenico Difonzo)

Come già accennato la composizione del consiglio comunale potrebbe, chiaramente, mutare.

In occasione del confronto pubblico in piazza tra i due sfidanti al ballottaggio Casone, a differenza di quanto fatto nel 2022, ha comunicato di non volersi attenere ad un metodo di identificazione della giunta basato sull’esito politico del voto ovvero di non voler ricorrere, questa volta, al cosiddetto “manuale Cencelli”.

Nell’attesa che, smaltita la “sbornia” della vittoria, il quadro politico nelle fila del sindaco rieletto si definisca vogliamo spingerci in un esercizio di “fantapolitica”.

Precisiamo, quanto sotto, ora non è nulla di ufficialmente confermato ma trae spunto da un’ipotetica composizione della squadra di governo e dei ruoli che, sulla base dell’esito del voto, potrebbe prefigurarsi.

Ricordiamo, innanzitutto, che – per legge – la composizione della giunta a livello numero è definita. Nel caso specifico di un comune come Santeramo sono previsti cinque assessori di cui, uno, ricoprirà anche il ruolo di vicesindaco. Ricordiamo, inoltre, che sempre per legge, in giunta dovrà essere garantita una parità di genere tra uomini e donne motivo per cui, nel caso specifico, almeno due di queste caselle dovranno essere destinate a donne.

Altra casella, importante, è quella della presidenza del consiglio. Ricordiamo, infatti, che nel 2022 alla lista di Con, nella quale figurava anche lo sfidante Zeverino Digregorio, fu inizialmente attribuito un assessore e il ruolo di presidente del consiglio (ruolo ricoperto dallo stesso Zeverino).

Ipotizziamo, dopo queste doverose premesse, lo scenario della giunta.

Due assessorati, infatti, potrebbero andare alla lista Popolari con Casone, primo partito della coalizione. Un assessore ciascuno, invece, per la restante parte della compagine ovvero Partito Democratico, Insieme per Santeramo e Puglia Favorevole. Escluse dalla presenza in consiglio (e molto probabilmente anche dalla stessa giunta) personalità delle liste Santeramo al Centro e Civismo per Santeramo in quanto, all’esito del primo turno, non hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 3%.

Se così fosse, a comporre la nuova giunta guidata da Vincenzo Casone, potrebbe essere così composta: Doriana Giove e Nicola Lanzolla per i Popolari con Casone, Gabriele Cecca per il Partito Democratico, Giovanni Petrera per Insieme per Santeramo e Giuseppe Natuzzi per Puglia Favorevole.

Come prima accennato, da attribuire, resterebbe sempre la presidenza del consiglio.

Infatti, sebbene l’elezione del presidente del consiglio spetti ai consiglieri comunali eletti, da sempre, oramai, rappresenta un’altra casella da attribuire all’interno della compagine che vince le elezioni.

Questa casella potrebbe essere prerogativa o dei Popolari con Casone o del Partito Democratico.

Più facile credere è che la presidenza del consiglio spetti più al Partito Democratico considerato che, ove ricadesse sui Popolari, rischierebbe di rendere la neonata amministrazione a completa trazione Popolari con Casone.

Ove così fosse Gabriele Cecca (già assessore fino a qualche mese fa) potrebbe diventare il nuovo presidente del consiglio.

In questo modo, dunque, Cecca non dovrebbe dimettersi da consigliere comunale e il ruolo di assessore potrebbe, invece, essere attribuito, sempre al Partito Democratico, a Loredana Baldassarre.

Se, invece, i Popolari optassero per indicare il presidente del consiglio con buona probabilità ad esserlo potrebbe essere Doriana Giove la prescelta.

Giove, già assessore e vicesindaco nella precedente compagine sempre guidata da Casone, è la persona più suffragata dell’interno consiglio comunale con 658 voti.

Ove così fosse, difficilmente, i Popolari potrebbero reclamare anche il ruolo di vicesindaco per sé avendo, quindi, già per sé la seconda carica istituzionale.

L’ipotesi, dunque, a favore del Partito Democratico sembrerebbe quella più realistica.

Se la composizione della giunta dovesse ricalcare quella che è l’ipotesi sopra espressa è chiaro che gli incaricati assessori, ove fossero dei consiglieri comunali eletti, dovrebbero dimettersi – per incompatibilità – aprendo, di fatto, le porte della sala consiliare ad altri candidati consiglieri.

In odor di possibile ingresso, a seconda di questi – ribadiamolo – possibili scenari, potrebbero essere Fabio Schiavarelli e Francesco Massaro (già consiglieri comunali fino a qualche mese fa) per i Popolari con Casone, Rita Pontrandolfo per il Partito Democratico, Lorenzo Signorile per Insieme per Santeramo (se Petrera dovesse ricoprire il ruolo di assessore o, diversamente, in caso la stessa Tangorra venga insignita del ruolo di assessore) e Donatella Bosco, in quota Puglia Favorevole, nel caso in cui Giuseppe Natuzzi venisse chiamato a fare l’assessore o, come nel caso di Tangorra, lei stessa assessore ove Natuzzi decidesse di rimanere consigliere comunale.

Inutile dire che, le prossime ore e giorni, rappresenteranno il primo banco di prova per la nuova compagine di Casone pronto a ritornare a palazzo di città dopo solo cinque mesi dalla mozione di sfiducia e del successivo commissariamento.

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