Casa di Comunità e COT a Santeramo, la ASL Bari fa chiarezza: «Lavori ripresi a settembre, fine cantiere entro l’anno»

Casa di comunità Santeramo in Colle

Risolti i problemi con la compagine consortile tramite l’affidamento a una nuova impresa. Ecco come sarà la struttura da 570 metri quadri finanziata con i fondi europei.

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La sanità territoriale e il futuro dei cantieri PNRR tornano al centro del dibattito cittadino. Nelle scorse settimane il tema aveva acceso lo scontro politico a seguito dell’affondo del movimento I Liberali per Santeramo (LpS), con l’ex sindaco Michele Digregorio che aveva sollevato forti perplessità parlando di «scippo» per la mancata realizzazione del presidio e denunciando una situazione di «prolungata inattività del cantiere». 

A stretto giro era arrivata la replica del sindaco Vincenzo Casone, il quale aveva bollato le voci di un blocco definitivo come «fake news», confermando il cambio di azienda appaltatrice e l’imminente dirittura d’arrivo dell’iter.

Ora, a fare chiarezza definitiva e a mettere ordine tra le polemiche, interviene una nota ufficiale diffusa dalla ASL Bari, che traccia il quadro puntuale dello stato dell’opera, dei finanziamenti e delle caratteristiche tecniche dell’intervento.

Stando a quanto comunicato dall’azienda sanitaria in una nota pervenuta in Redazione, i lavori di costruzione della Casa di Comunità di Santeramo in Colle «sono ripresi dal mese di settembre e sono attualmente in corso». In questa fase gli operai si stanno dedicando al «completamento delle tramezzature e alla realizzazione di tutti gli impianti», con l’obiettivo dichiarato di concludere l’opera entro la fine dell’anno. L’Amministrazione comunale, dal canto suo, resta costantemente informata e segue da vicino ogni fase del cantiere.

L’intervento si inserisce nell’ambito della Missione 6 Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza(Componente 1, Investimento 1.1 «Case della Comunità e presa in carico della persona»), potendo contare su un finanziamento complessivo di circa 2 milioni di euro. La cifra comprende 1,8 milioni di euro destinati specificamente alla Casa di Comunità e ulteriori 200mila euro per la Centrale Operativa Territoriale (COT).

Il ritardo accumulato rispetto al cronoprogramma originario, spiega la ASL, è dipeso da «una serie di alterne vicende legate alla compagine consortile – risultata vincitrice della gara di appalto le cui procedure, dalla progettazione all’affidamento, sono state gestite dalla centrale di committenza nazionale Invitalia». Tale criticità è stata ora superata grazie all’«affidamento dell’ultima tranche di lavori ad una nuova impresa (tra quelle del Consorzio), che ha riavviato il cantiere e si è impegnata a condurlo a termine senza ulteriori slittamenti».

L’edificio avrà una superficie di circa 570 metri quadri, sviluppati su un unico livello, e integrerà le prestazioni già erogate nel PTA facente capo al Distretto socio-sanitario, incarnando concretamente il modello di assistenza di prossimità per i cittadini.

Dal punto di vista distributivo, il progetto prevede un percorso longitudinale suddiviso in tre zone distinte:

  1. Zona Sud (Ingresso e servizi generali): accoglierà i servizi logistici e di accoglienza tra cui CUP, PUA, archivio e sala d’attesa.
  2. Zona Centrale: un’area compartimentata da infissi dedicata alle attività di assistenza di prossimità, cure primarie, sale operative, aree relax, spogliatoi, sale prelievi, servizi igienici e vani tecnici.
  3. Zona Nord: ospiterà gli ambienti della COT (struttura con funzione di coordinamento della presa in carico della persona e di raccordo tra servizi e professionisti) insieme ai servizi generali e logistici (sala coordinamento, sala relax e spogliatoi).

Grande attenzione è stata riposta anche sul fronte ambientale: l’edificio è stato progettato secondo i più moderni standard di sostenibilità e basso impatto ecologico. Sarà infatti equipaggiato con «sistemi per l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili nelle diverse tipologie, sistemi domotici, apparecchi a risparmio energetico, sistemi di climatizzazione a basso impatto ambientale, recupero e riutilizzo delle acque meteoriche in impianto idrico, coibentazione con materiali naturali, utilizzo di tecniche costruttive e approvvigionamento di materiale di origine per lo più regionale». 

La nota della ASL Bari interviene infine a sgombrare il campo da equivoci sul tema dell’Ospedale di Comunità (la struttura intermedia tra la gestione domiciliare e l’ospedale per acuti). Sul punto, l’azienda sanitaria precisa in modo inequivocabile che questo tipo di presidio sanitario «non è mai stata ipotizzata nè prevista nella programmazione PNRR della ASL Bari riguardante Santeramo in Colle», chiudendo così la polemica sui servizi previsti dal piano di investimenti sul territorio.

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Commenti

  • Woltemade (utente non verificato)

    La casa di comunità è affianco allo smaltimento