Ex Convento dei Padri Riformati, Progetto Santeramo accende i riflettori sul futuro dell’immobile

A distanza di oltre due anni dalle polemiche sul trasferimento dei settori comunali, il consigliere Nunzio Zeverino Digregorio chiede chiarimenti sulle scelte amministrative che continuano a destinare la struttura a uffici anziché a poli culturali e associativi.
Torna al centro del dibattito politico e amministrativo la destinazione d’uso dell’ex Convento dei Padri Riformati, uno degli immobili di maggiore rilievo storico, architettonico e culturale della città.
A riaccendere la discussione è un’iniziativa formale promossa dal gruppo consiliare Progetto Santeramo (che unisce le forze politiche di Moderati Santeramo e Valore Santeramo) per mezzo del consigliere comunale Nunzio Zeverino Digregorio.
Tramite un apposito accesso agli atti, come si legge in una nota pervenuta in Redazione, il soggetto politico in questione punta a fare chiarezza sulle scelte passate e future dell’Ente in merito alla gestione e alla valorizzazione della struttura.
La vicenda affonda le radici nella delibera commissariale n. 56 del 7 maggio 2024, con la quale fu disposto il trasferimento del V Settore Assetto e Tutela del Territorio – OO.PP. (l’Ufficio Tecnico comunale) all’interno dei locali dell’ex convento, a fronte di una spesa complessiva stimata intorno ai 200mila euro tra interventi di adeguamento, progetti e trasloco. Già all’epoca della decisione, l’operazione sollevò forti perplessità e proteste tra i cittadini e le associazioni locali, contrarie all’occupazione di un bene monumentale per fini amministrativi e burocratici. Di fronte alle critiche sollevate, la linea difensiva dell’epoca istituzionale fu tracciata motivando il provvedimento con la motivazione che «Non vi erano altri spazi idonei».
Nella nota odierna Progetto Santeramo rimarca come la questione non si esaurisca nella mera logistica degli uffici, ma investa direttamente «il modello di sviluppo turistico-culturale che Santeramo intende perseguire, il rapporto con il proprio patrimonio culturale e le opportunità che potrebbero derivare da una sua valorizzazione più consapevole».
«Durante la campagna elettorale, la cultura e il turismo – afferma Progetto Santeramo – sono stati indicati come importanti leve di crescita sociale ed economica. Oggi, tuttavia, è legittimo chiedersi quali risultati concreti siano stati raggiunti e quale progetto si intenda realizzare per trasformare quelle dichiarazioni in azioni chiare e concrete».
Secondo quanto affermato nella nota l’attuale gestione degli spazi risulterebbe in stridente contrasto con le potenzialità offerte dal corrente anno giubilare, indetto a ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, ricorrenza che vede la vicina Chiesa del Santissimo Crocifisso riconosciuta come chiesa giubilare insieme ad altre quattro della diocesi. Una concomitanza che, secondo Progetto Santeramo, avrebbe dovuto rappresentare «l’ennesima opportunità di promozione culturale e turistica del nostro paese che va persa» a causa della mancata fruibilità integrale e coordinata di tutti gli ambienti del complesso.
Attraverso l’accesso agli atti, il consigliere Zeverino Digregorio intende dunque acquisire riscontri documentati sulle «valutazioni tecniche, amministrative e culturali» che hanno guidato l’iter decisionale, sollecitando al contempo un confronto pubblico sul progetto complessivo che l’Amministrazione intende riservare all’immobile.
«La valorizzazione di un bene storico non può limitarsi alla sua conservazione materiale né può esaurirsi nella gestione ordinaria degli ambienti. Richiede una visione d’insieme, la capacità di aprire nuove opportunità e di costruire percorsi culturali e turistici per cittadini e visitatori» – si legge nella nota.
«Vogliamo che l’ex-Convento sia soltanto un edificio nel quale collocare uffici oppure vogliamo farne una risorsa viva per la cultura, le associazioni e il turismo di Santeramo?» – si legge a margine della nota.
Commenti
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Meglio tardi che mai. Qualcuno, ancorché non consigliere comunale, sta dicendo queste cose, e anche di più, da mesi. Manca, però, l’incipit: si deve partire dalla presa in giro del sindaco per comprendere poi tutte gli altri aspetti.



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