Casa di Comunità e COT, Digregorio (LpS): «Cantieri bloccati e ancora molti interrogativi. Servono risposte e tempi certi»

L’affondo dell’ex sindaco Michele Digregorio sui ritardi nei cantieri finanziati dal PNRR e sulla mancata realizzazione del presidio: «Santeramo non può essere lasciata ai margini»
La sanità territoriale torna al centro del dibattito pubblico locale. Il movimento politico I Liberali per Santeramo, attraverso una nota firmata dall’ex sindaco Michele Digregorio, ha sollevato forti perplessità sullo stato dei servizi assistenziali e sulla gestione degli interventi infrastrutturali nel comune murgiano, chiedendo risposte immediate e documentate alle istituzioni competenti.
Al centro della presa di posizione vi è il nodo, ancora irrisolto, della mancata realizzazione del previsto Ospedale di Comunità, un’opera definita nella nota come un vero e proprio «“scippo”» per la collettività santermana. Digregorio sottolinea che tale questione non può essere archiviata senza un chiarimento ufficiale, pretendendo che vengano resi noti gli «atti e le motivazioni delle scelte adottate».

A destare forte preoccupazione, secondo quanto si legge nella nota in Redazione, vi sono inoltre i ritardi accumulati nei cantieri della Casa di Comunità e della Centrale Operativa Territoriale (COT). L’intervento, gestito dalla ASL Bari e finanziato tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Missione 6 PNRR) per un importo complessivo di 1.262.830,80 euro, è regolato da scadenze precise: l’approvazione del progetto risale al 13 marzo 2024, il permesso di costruire al 13 settembre 2024 e il contratto al 23 ottobre 2024, con una consegna dei lavori avvenuta il 22 ottobre 2024 e un termine di ultimazione fissato a 365 giorni.
Secondo varie segnalazioni raccolte e citate nella nota la situazione di «prolungata inattività del cantiere», caratterizzata da «accessi chiusi con catene, erba alta e criticità lungo i percorsi di accesso» non lascerebbe intravedere nulla di positivo all’orizzonte. Situazioni che, pur non chiarendo in via definitiva le cause dei rallentamenti, rendono indispensabile un riscontro ufficiale per verificare l’eventuale presenza di sospensioni o proroghe non comunicate.
«Chiediamo alla ASL Bari, alla Regione Puglia e al Comune di Santeramo in Colle, ciascuno per le proprie competenze, un riscontro scritto e pubblico: sugli atti e sulle motivazioni relativi allo stato di avanzamento dei lavori della Casa di Comunità e della COT; sulle ragioni di eventuali scostamenti dai termini indicati e sui controlli effettuati; sulle misure correttive e sulle eventuali responsabilità amministrative accertate. Chiediamo inoltre un cronoprogramma aggiornato, con scadenze verificabili per il completamento dei lavori e l’attivazione dei servizi, nonché indicazioni sul personale, sulle prestazioni e sulle modalità di accesso. Non sono sufficienti rassicurazioni generiche: la cittadinanza deve poter verificare gli impegni e i risultati».
Secondo quanto affermato nella nota dei Liberali, la tutela del diritto alla salute impone alle autorità di garantire un accesso equo e concreto alle cure. Nella nota si evidenzia infatti che «ulteriori rinvii privi di spiegazioni e di un programma verificabile non sono accettabili: gli impegni assunti devono tradursi in servizi effettivamente disponibili».



Per superare lo stallo, I Liberali per Santeramo rivolgono un appello formale a ASL Bari, Regione Puglia e Comune affinché forniscano chiarimenti dettagliati su diversi aspetti cruciali a partire dallo stato effettivo di avanzamento dei lavori e le motivazioni alla base di eventuali scostamenti rispetto alle tabelle di marcia ma soprattutto di conoscere quali siano i controlli effettuati e le eventuali responsabilità amministrative accertate in merito ai ritardi.
I Liberali per Santeramo, poi, chiedono la pubblicazione di un cronoprogramma aggiornato e verificabile per il completamento delle opere e l’attivazione dei servizi sanitari oltre ad indicazioni trasparenti sul personale impiegato, sulle prestazioni erogate e sulle modalità di accesso per l’utenza una volta attivato il servizio.
La nota si conclude con un richiamo al principio di uguaglianza nella programmazione sociosanitaria.
«Santeramo non chiede privilegi: rivendica pari dignità nella programmazione sanitaria e piena tutela del diritto alla salute», ribadendo che le logiche di bilancio «non possono tradursi in una minore attenzione ai bisogni della comunità».
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