Rugby, dalla Murgia al tetto del mondo. Alban Alia e la favola mondiale con la nazionale italiana sordi

Alban Alia

Il tesserato della Rugby Union Santeramo vola in Giappone per i World Deaf Rugby 7: «Un traguardo straordinario nato dalla passione e dall’accoglienza di questa terra»

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C’è un pezzo di Puglia, e di Santeramo in particolare, pronto a volare dall’altra parte del pianeta per scrivere una pagina di storia sportiva memorabile con destinazione Tokyo e palcoscenico i World Deaf Rugby 7. 

Protagonista assoluto di questa splendida avventura è Alban Alia, atleta di origini albanesi residente a Cassano delle Murge e tesserato con la Rugby Union Santeramo, pronto a indossare la maglia dell’Italia Rugby Sordi nella storica prima partecipazione della Nazionale a una rassegna iridata.

Dal 31 ottobre al 3 novembre, il Giappone vedrà correre in campo la determinazione e il talento di un ragazzo che ha fatto dello sport il proprio stile di vita. Già noto alle cronache ovali per aver difeso con orgoglio i colori della Nazionale albanese di rugby a XV, Alia si appresta ora a vivere un’esperienza internazionale dal valore inestimabile, portando con sé il bagaglio umano e sportivo costruito giorno dopo giorno sui campi della Murgia.

Dietro a questo traguardo c’è molto più di una semplice convocazione: c’è il racconto di un’integrazione vera, di una comunità sportiva che sa farsi famiglia e di un pallone ovale che, come da tradizione, abbatte ogni barriera. Un orgoglio immenso per la Rugby Union Santeramo, società che da sempre fonda la propria attività sui pilastri dell’amicizia, del rispetto e dello spirito di squadra.

A raccontare l’emozione di questi giorni di vigilia sono le parole dello stesso Alban, che traccia un bilancio del suo percorso e rivolge un pensiero speciale a chi ha creduto in lui fin dal primo giorno

«Si tratta – afferma Alia – di un traguardo importante, raggiunto grazie alla passione e alla determinazione che mi hanno sempre contraddistinto. Voglio ringraziare i miei grandi amici di Santeramo, che mi hanno accolto come un fratello sin da subito e che mi hanno fatto crescere come rugbista e come persona».

Parole che pesano come macigni e che restituiscono il senso autentico del rugby: un’esperienza collettiva dove la crescita tecnica va di pari passo con quella umana. La maglia azzurra che Alban indosserà in terra nipponica profuma anche dell’affetto dei compagni di squadra, della società e di un intero territorio che fa il tifo per lui.

Un’ulteriore testimonianza del legame profondo tra l’atleta e il club arriva anche dalle immagini: la sua storia è infatti al centro di un’intensa video-intervista realizzata da Pierluca Bagiolini, allenatore della Rugby Union Santeramo, durante la quale Alban racconta la sua emozione rispondendo attraverso la lingua dei segni. Uno spaccato di pura umanità che ribadisce, ancora una volta, come lo sport sappia farsi linguaggio universale, capace di unire le persone, valorizzare le differenze e trasformare i sogni in realtà.

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