Santeramo si mobilita per la pace: verso la Marcia Gravina-Altamura del 24 ottobre

Marcia Gravina-Altamura 2026

Sabato 17 ottobre al Palazzo Marchesale un incontro pubblico di presentazione con istituzioni, associazioni e figure di spicco del mondo civile ed ecclesiale per discutere di disarmo, ambiente e tutela del territorio.

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Manca poco alla nuova edizione della Marcia Gravina-Altamura, in programma il prossimo 24 ottobre 2026 sotto lo slogan “La pace prima di tutto”. 

In vista dell’appuntamento, la comunità cittadina è invitata a un momento pubblico di confronto e approfondimento che si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 18:00, presso la Sala Giandomenico del Palazzo Marchesale di Santeramo in Colle.

L’incontro preliminare servirà a illustrare le motivazioni della mobilitazione, riallacciandosi a una tradizione di impegno civile e pacifista inaugurata nel 1963 da intellettuali pionieri come Tommaso Fiore, sul modello delle storiche marce per la pace. Alla base dell’iniziativa odierna vi è una rete ampia e trasversale che unisce centinaia di associazioni, movimenti della società civile, sindacati, scuole, parrocchie e istituzioni locali, tra cui lo stesso Comune di Santeramo, che ha formalmente aderito all’appello del comitato promotore.

La serata di sabato si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Santeramo in Colle, Vincenzo Casone, e della presidente della sezione ANPI di Santeramo, Rosa Dimita. Seguiranno gli interventi di figure di primo piano del panorama culturale, religioso e sociale: mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi; Giovanni Capurso, storico e componente del Comitato promotore della Marcia; e Ivana Guagnano, giovane rappresentante del Comitato paritetico Stato-Regione per la regolamentazione delle servitù militari.

Il dibattito si inserisce in un contesto geopolitico e territoriale particolarmente complesso, richiamato nel documento d’appello diffuso dal comitato promotore. Gli organizzatori e i promotori sottolineano come l’attualità sia segnata da un clima di crescente tensione internazionale e da un incremento delle spese militari a discapito dello Stato sociale, contrapponendo al motto deterrente “se vuoi la pace prepara la guerra” la convinzione che “la pace si difende con la pace”, nel pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Al centro della riflessione vi è anche la forte preoccupazione per la pressione esercitata sul territorio pugliese e murgiano. Il documento evidenzia come la regione continui a essere fortemente gravata da una densa presenza delle Forze Armate — dagli aeroporti militari di Amendola, Gioia del Colle, Galatina e Brindisi fino al porto di Taranto e ai poligoni di tiro all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia — a cui si aggiungono le criticità ambientali legate alla tutela del paesaggio e al dibattito sulla localizzazione di depositi di scorie nucleari.

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