Addio a Suor Letizia, la storica benedettina più anziana d’Italia si è spenta a 110 anni

Nata a Santeramo in Colle nel 1915 con il nome di Maria Francesca Pastore, ha vissuto per oltre 85 anni nel monastero benedettino di Bitonto. Testimone di un secolo di storia, di recente era salita alle cronache per il ritrovamento di un buono postale d’epoca devoluto interamente in beneficenza
Si è spenta serenamente all’età di 110 anni, all’interno del monastero benedettino di Santa Maria delle Vergini a Bitonto, suor Letizia, al secolo Maria Francesca Pastore. Originaria di Santeramo in Colle, era con ogni probabilità la religiosa più anziana d’Italia e una delle testimoni più longeve della vita di clausura nel nostro Paese, con oltre 85 anni di vita monastica trascorsi nella preghiera e nel raccoglimento dietro le grate del convento.
La notizia della sua scomparsa ha destato profonda commozione sia nella comunità bitontina, che l’aveva accorta e amata per quasi un secolo, sia a Santeramo in Colle, suo paese natio a cui è rimasta sempre legata dalle radici familiari e spirituali.
Nata il 16 ottobre 1915 a Santeramo in Colle, Maria Francesca Pastore ha attraversato più di cento anni di trasformazioni storiche, sociali ed ecclesiali. Con una tempra straordinaria e un’incrollabile fede, suor Letizia è stata testimone e superstite di alcuni dei momenti più drammatici del Novecento e del nuovo millennio.
Ha superato la devastante pandemia di febbre Spagnola del 1918 quando era solo una bambina, gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, e in tempi più recenti le epidemie di SARS e la pandemia da COVID-19, rimanendo sempre protetta e in orazione all’interno delle mura del monastero bitontino dove entrò in giovane età per consacrare l’intera vita al Signore.
Nello scorso mese di ottobre 2025, il traguardo dei suoi 110 anni era stato celebrato come un evento eccezionale. Il monastero di Santa Maria delle Vergini si era vestito a festa per omaggiare la consorella da record, attirando l’attenzione dei media locali e nazionali (con lanci d’agenzia dell’ANSA e servizi dedicati). In quell’occasione, tra canti e preghiere, suor Letizia aveva ricevuto l’affetto delle consorelle, delle istituzioni e dell’intera comunità di fedeli, stupendo tutti per la sua incredibile lucidità e per la serenità del suo spirito.
Pochi mesi dopo la festa di compleanno, nel novembre 2025, la venerabile monaca santermana era tornata al centro delle cronache per un curioso ed esemplare episodio. Durante il riordino di alcuni vecchi testi religiosi all’interno del convento, con l’aiuto di un parente, era stato ritrovato tra le pagine di un libro un vecchio buono postale fruttifero da 1.000 lire, emesso nel 1951 presso l’Ufficio Postale di Viareggio.
Il titolo era intestato al nipote Giulio, deceduto anni prima senza lasciare moglie né figli. Risultando suor Letizia l’unica erede legittima, la religiosa — assistita dagli avvocati dell’Associazione per la Giustizia in Italia (Giustitalia) — aveva avviato le pratiche di rimborso nei confronti di Poste Italiane e del Ministero dell’Economia. Tra interessi maturati e rivalutazione monetaria in oltre settant’anni, il valore del buono aveva raggiunto la cifra di 48.300 euro.
Con la consueta distacco dai beni materiali, suor Letizia non ebbe esitazioni: dispose immediatamente che l’intera somma venisse devoluta integralmente in beneficenza per opere di carità e sostegno ai bisognosi.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!





Un nuovo campo da calcio per la Cittadella dello Sport di via Alessandriello