Operazione «Gipsy Fuel», assolto dal Tribunale di Taranto Giuseppe Benedetto Laterza

Giustizia

L’assoluzione interviene a fronte di una richiesta di condanna del Pubblico Ministero a quattro anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza non è definitiva. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni

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Con sentenza pronunciata all’udienza del 13 luglio 2026, il Tribunale di Taranto, Sezione Prima Penale, in composizione collegiale ha assolto Giuseppe Benedetto Laterza, legale rappresentante della Laterza Petroli S.r.l. di Santeramo in Colle, da tutte le imputazioni a lui ascritte nel procedimento penale originato dall’indagine della Guardia di Finanza di Taranto denominata «Gipsy Fuel».

A darne comunicazione, in una nota pervenuta in Redazione, sono gli avvocati difensori di Laterza, gli avvocati Camillo Larato e Fabio Fiorito.

Il Tribunale ha in particolare assolto Laterza dal delitto di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) perché il fatto non sussiste, così come da tutte le ulteriori contestazioni in materia di accise e di emissione di fatture per operazioni inesistenti, disponendo altresì il dissequestro e la restituzione delle somme a suo tempo sottoposte a vincolo. 

L’assoluzione interviene a fronte di una richiesta di condanna del Pubblico Ministero a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Nel giugno 2020, Laterza fu raggiunto da misura cautelare, nell’ambito di un’operazione che ebbe vasta eco sugli organi di informazione locali e nazionali. 

Già in quella fase, tuttavia, il Tribunale del Riesame di Taranto accolse l’impugnazione proposta dalla difesa e il sig. Laterza fu restituito alla libertà. 

«Il giudizio odierno – si legge nella nota – conferma oggi, all’esito del dibattimento e a distanza di sei anni, quella prima valutazione: le accuse mosse al nostro assistito erano infondate». 

«In tutti questi anni il sig. Laterza ha continuato a lavorare, a mantenere la propria azienda e a rispondere delle proprie ragioni nelle sedi proprie, senza mai sottrarsi al confronto processuale».

La sentenza non è definitiva. Le motivazioni – ricordano gli avvocati – saranno depositate entro novanta giorni.

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