Santeramo riscopre le sue radici: al via il progetto di ricerche archeologiche nel territorio

Venerdì 10 luglio la presentazione a Palazzo Marchesale con esperti dell’Università di Bari e della Soprintendenza. In programma anche attività per i più piccoli
Un importante percorso di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico locale sta per prendere ufficialmente il via nel comune murgiano.
Domani, venerdì 10 luglio, alle ore 18:30, la splendida cornice della Sala Giandomenico di Palazzo Marchesale (Piazza Garibaldi) ospiterà la presentazione ufficiale del progetto denominato “Ricerche archeologiche nel territorio di Santeramo in Colle”.
L’iniziativa nasce da un solido accordo organizzativo di ricerca stipulato tra il Comune di Santeramo in Colle e il DIRIUM (Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”), in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari. Il programma scientifico prevede una serie articolata di attività che spaziano dalle indagini bibliografiche e d’archivio fino alle ricognizioni archeologiche dirette sul campo, tutte finalizzate alla conservazione e alla valorizzazione della memoria storica del territorio.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Santeramo, Vincenzo Casone, affiancato dal Elisabetta Todisco, Direttrice del DIRIUM dell’Università di Bari, e da Francesca Romana Paolillo, Soprintendente per la Città Metropolitana di Bari. Seguiranno gli interventi specialistici delle studiose e professioniste coinvolte in prima linea nel progetto ovvero Paola Palmentola, in qualità di responsabile scientifico del progetto, e Virginia Stasi, entrambe afferenti al Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Ateneo barese.
In concomitanza con la presentazione, infatti, l’atrio del Palazzo Marchesale ospiterà l’iniziativa ludico-didattica “Olimpiadi Apule”, un gioco a tema storico destinato a bambini dai 6 ai 12 anni. L’attività, che richiede la prenotazione obbligatoria a causa del numero limitato di posti disponibili, è curata da Ginevra Coppola per l’Associazione Archeologia Attiva.
Commenti
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Un progetto di ricerche archeologiche nel nostro territorio di Santeramo senza coinvolgere ricercarcatori,ricercatrici, club,associazioni e anziani che conoscono bene il territorio? In questo incontro Voi ve la Suonate.. Voi ve la cantate.
Da non dimenticare gli studi e relazioni fatte da Don Ignazio Fraccalvieri che per amore del natio loco,oltre ad un interessamento scientifico ha intrapreso un serio e documentato lavoro.
È infatti Don Ignazio si è riservato di indagare sulla storia del nostro luogo, dagli albori della civiltà fino ai giorni nostri.
La storia su Santeramo sta già tutta scritta, bisogna solo ricordare il passato e non deformare.
Purtroppo non si investe sui giovani/e Santermani che hanno intrapreso gli studi con le loro tesi di Laurea.-
Proprio perché la storia merita rispetto, non può essere considerata “già tutta scritta”, si nega il senso stesso della ricerca. Ogni nuova ricerca serve a confermare, integrare o persino rivedere ciò che già si conosce. Altrimenti si finisce per confondere la scienza con il dogma.
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Dopo questo Convegno,mi aspetto di leggere se vengono pubblicate le relazioni degli oratori.
La ricerca,la storia il confronto viene fatto nei campi del territorio di Santeramo, cercando altri insediamenti CHE CI SONO e non sono stati esplorati.
Da dietro una scrivania o una cattedra,non c’è ricerca e nemmeno la storia.
L’Interesse può essere solo il contributo economico ricevuto da qualche Ente.-
Deve essere stato punto in un modo particolare per manifestare questa acredine mascherata da interesse personale. O sbaglio? Povera Santeramo.
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Quella in conferenza è una narrazione parziale e “filtrata” di dati già noti. Non è vera ricerca multidisciplinare (che richiederebbe remote sensing, geologia, topografia antica, etimologia ecc.), ma una riproposizione che ignora aree ben più fertili del territorio. Parliamo dello scavo urbano di Santeramo vecchia, rimasto nel cassetto per 40 anni finché il sottoscritto non ne ha chiesto copia: rivelò due insediamenti fondamentali, uno del Bronzo finale/Ferro (IX-VIII sec. a.C.) e uno di Epoca classica peuceta (VI-IV sec. a.C.). Le istituzioni dovevano sorvegliare l’intera area, non dimenticarla nel silenzio.
La storia non è “già tutta scritta”. La vera indagine richiede:
Metodo: si parte dai dati sul terreno accettando il confronto, anche con lo studioso locale, o è solo opinione unidirezionale.
Multidisciplinarietà: incrociare i saperi per evitare l’errore.
Senza questo, si entra solo nel dogma o nel relativismo burocratico, senza rendere onore alla nostra comunità.
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Purtroppo dovrei rispondere a quel filosofo che scrive sotto un nome Anonimo di NIC..
Personalmente non sono stato coinvolto in interessi personali ,ho espresso le mie considerazioni sul convegno. Se devi esprimere un parere lo devi fare con un tuo nome e cognome non nascondersi dietro una maschera, che forse ti è gia caduta ,forse non sai nemmeno cos’è nu’ paret, hai scritto povera Santeramo ,io ti dico povero te coniglio.





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