L’artista Vito Difilippo da Santeramo a Hong Kong

L'artista Vito Difilippo da Santeramo ad Hong Kong

Un’esperienza internazionale che valorizza il talento artistico del territorio.

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L’artista santermano Vito Difilippo è stato protagonista a World Bridge presso AsiaWorld-Expo, importante appuntamento internazionale dedicato all’arte contemporanea nella città di Hong Kong.

La partecipazione è avvenuta come membro di Hande Culture Associazione, associazione impegnata nella promozione dello scambio artistico e culturale tra Italia e Cina.

Se dovessi descrivere questa esperienza con una sola sensazione, quale sarebbe?

Direi consapevolezza. Hong Kong mi ha fatto comprendere ancora di più che l’arte crea ponti tra persone che parlano lingue diverse e vivono realtà lontane. È stata la conferma che emozioni, domande e riflessioni possono attraversare qualsiasi confine geografico o culturale.

Questa è stata la tua seconda esperienza artistica in Oriente. In un evento internazionale così, ti senti più osservatore o osservato?

Direi entrambe le cose. Da artista esponi il tuo lavoro e quindi inevitabilmente vieni osservato, ma allo stesso tempo considero fondamentale osservare. In questi contesti non mi limito a presentare le mie opere, ma mi interessa soprattutto osservare le persone: come vivono, come si esprimono, come si relazionano con ciò che li circonda. Sono molto curioso per natura, e credo che il confronto con culture diverse sia un modo per trovare connessioni anche dentro di me e nel mio percorso artistico.

Le tue opere sono state esposte durante l’evento. In che modo il pubblico asiatico guarda la tua arte rispetto a quello europeo?

Ho percepito curiosità, attenzione e coinvolgimento, esattamente come accade in Europa e nonostante le differenze culturali, le emozioni che emergono davanti a un’opera sono universali.

C’è stato un momento in cui hai pensato “questa è la direzione giusta per me”?

Sì. Non è stato un singolo episodio, ma una sensazione che si è rafforzata durante l’evento. Come dicevo nella domanda precedente vedere persone provenienti da culture diverse fermarsi davanti alle mie opere e trovare un significato personale mi ha confermato che il linguaggio dell’arte può superare confini geografici e culturali. In quel momento ho capito che continuare a cercare autenticità nel mio lavoro è la strada giusta.

Hai mai pensato di arrivare fino a Hong Kong con la tua arte?

Sì, l’ho sempre immaginato come un obiettivo possibile. Non nel senso di inseguire una destinazione specifica, ma con la convinzione che la mia arte debba dialogare con culture e pubblici diversi. Per questo ho cercato di costruire il mio percorso con costanza, partecipando a progetti e opportunità che potessero portare il mio lavoro oltre i confini italiani. Essere oggi a Hong Kong rappresenta una tappa importante di questo percorso e allo stesso tempo uno stimolo a guardare ancora più lontano.

Quale messaggio vuoi lasciare ai giovani artisti del territorio?

Direi di non sentirsi limitati dal luogo da cui si parte. Oggi il talento da solo non basta serve lavoro costante, pazienza, ricerca e la capacità di costruire una propria identità artistica nel tempo. Allo stesso tempo, è vero che esiste anche una componente di opportunità e di incontri fortunati che possono fare la differenza, ma queste occasioni arrivano più facilmente quando si è preparati. Per questo credo che la cosa più importante sia continuare a lavorare con autenticità e determinazione, senza cercare scorciatoie o risultati immediati. Se un artista partito da una piccola realtà come la nostra può arrivare a contesti internazionali, significa che il percorso è possibile, ma va costruito con serietà.

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