“Consulta Disabilità”, sul sito del comune solamente una associazione

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Attraverso il nostro servizio di segnalazione Whatsapp, una lettrice ci ha segnalato che il bottone sul portale del comune porta al sito di una associazione santermana. Nessuna spiegazione sulla consulta
Una attenta lettrice, attraverso un messaggio tramite il nostro contatto whatsapp, ci fa notare che entrando nel sito del comune di Santeramo, sulla sinistra è presente un bottone verde con il testo “Consulta Disabilità”.
E’ lampante, già a vista d’occhio, la poca cura nella scelta del termine “disabilità” in quanto ritenuto obsoleto dato che sottolinea il deficit, ciò che manca rispetto ad una “abilità”, ad una “norma” che ci rende “normali”, qualora qualcuno abbia la definizione esatta di normalità.
Come è comunemente conosciuto si preferisce il termine diversabilità, nato dal voler far emergere la pluralità di modi di agire, di pensare e di funzionare della specie umana che non permette al deficit di oscurare il valore della persona nella sua essenziale umanità.
A parte il vezzo linguistico, cliccando sul bottone ben evidente si accede automaticamente all’interno del sito di una associazione che da anni lavora nel campo dell’autismo.
La lettrice, chiedendo lumi, chiede se la consulta sia costituita da una sola associazione. Ovviamente non trova risposte nella sezione del sito dedicata.
Da statuto la consulta in questione è un organo di raccordo tra l’Ente Locale e il mondo dell’associazionismo ed è composta da tre soggetti principali: l’assemblea, il presidente e i gruppi di studio.
La consulta santermana, insiediatasi a giugno 2014, vede Vito Solazzo, Presidente, Marianna Dimauro. Vice Presidente e Lorenzo Signorile. Segretario dell’organo consultivo
Tra gli scopi generali ha quello di
– contribuire alla diffusione di una cultura di pari opportunità attraverso la costruzione di un sistema sociale di uguali diritti e uguali doveri;
– rimuovere ogni forma di discriminazione diretta ed indiretta della persona con disabilità e della propria famiglia;
– promuovere un’immagine positiva della persona con disabilita attraverso la diffusione della cultura delle differenti normalità.
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